CESAREO

Zeus incuba Dioniso, nato prematuro da Semele
 (notare l'incisione laterale del cesareo, utilizzato inizialmente),
 affresco di Jean Boulanger
(1606-1660), allievo di Guido Reni, 
conservato nella Galleria di Bacco 
nel Palazzo ex-Ducale di Sassuolo
Piccola curiosità: sapete perchè si chiama cesareo? La leggenda dice che fu Cesare Augusto a nascere grazie ad un taglio cesareo. Pensate un po' quanta storia ha alle spalle questo intervento chirurgico!!
Una antichissima legge romana emanata tra il 715 ed il 672 A.C. sotto l'imperatore Numa Pompilio e denominata lex caesarea prescriveva l'estrazione addominale del feto in tutte le donne gravide che morivano a fine gravidanza.
Il primo cesareo documentato su donna vivente fu fatto dal francese Rousset, medico del Duca di Sardegna nel 1581; è solo nel 1794, in Virginia che la prima donna sopravvive all'intervento. La tecnica di incisione per molto tempo prevedeva un taglio laterale (come si vede nel dipinto), ed ovviamente la mortalità  materna e fetale era elevatissima.

Qui non staremo ad dilungarci nè nella storia, nè nelle tecniche, nè nelle indicazioni. Non è nostro campo.
Certe volte il parto cesareo (si, parto, non come quello di Cesare, che fu un taglio, invece) è programmato fin dall'inizio della gravidanza, o da situazioni occorse durante. Certe volte, un parto spontaneo diventa all'improvviso complicato e si procede al cesareo. Certe volte, situazioni materne o del nascituro, lo rendono indispensabile, urgente, o addirittura una emergenza, anche prima della data prevista del parto.
Fino ad una quindicina di anni fa, qualunque fosse l'indicazione, si ricorreva ad una anestesia generale. Oggi si procede quasi sempre in anestesia spinale o perdurale, o combinata (peri-spino).
Se vi avevamo posizionato un catetere peridurale, useremo quello per fare l'anestesia. Purtroppo certe volte nei vari spostamenti il catetere si sposiziona, e allora dovremo toglierlo e procedere con una spinale.
La tecnica della spinale è la medesima che usiamo nella spinale antalgica nel parto, ma cambiano i dosaggi e i tipi di farmaci usati. Mentre nel parto spontaneo quello che vogliamo ottenere è l'analgesia, nel parto cesareo dobbiamo ottenere l'anestesia per poter effettuare l'intervento chirurgico.
Ricorriamo all'anestesia generale solo in caso di problemi della coagulazione, in caso di malattie neurologiche, se ci sono infezioni nella zona dove dobbiamo pungere per fare l'anestesia, se ci sono degli esiti di pregressi interventi alla colonna vertebrale, e se la donna rifiuta la spinale. Possiamo ricorrere alla spinale anche nella maggior parte dei parti cesarei urgenti. Non possiamo ricorrere al cesareo nelle emergenze, in cui dobbiamo mettere i chirurghi in condizione di operare nel più breve tempo possibile, quando anche i secondi sono importanti, non solo i minuti.
I farmaci che usiamo, sia in un caso che nell'altro, non passano la barriera placentare, o se lo fanno è in dosi infinitesimali, per cui il bambino non viene anestetizzato con la mamma.
Vi chiederemo quando è l'ultima volta che avete mangiato e che cosa, perchè un dato importante per noi: le donne incinte hanno uno svuotamento gastrico più lento, e se hanno pranzato da poco, corriamo il rischio del vomito, che oltre che spiacevole e fastidioso, può essere pericoloso in certi momenti del parto cesareo, e dobbiamo prepararci per tempo. Vi chiederemo se avete allergie, come per tutti gli interventi, vi faremo aprire la bocca e guarderemo....., non le tonsille, come qualcuno pensa, ma proprio la bocca, sempre perchè dobbiamo sapere che cosa aspettarci se dovessimo procedere ad una anestesia generale.
Nel caso di una anestesia periferica (la spinale, la peridurale...), vi avvertiremo che non sentirete assolutamente nulla, i chirurghi non cominceranno nulla finchè non daremo noi il via, vi diremo che vi sentirete toccare, ma non avvertirete dolore, e che vi sentirete strattonare un po', quando il ginecologo dovrà accompagnare il vostro bambino fuori dal vostro pancione e farlo nascere. Ma noi saremo lì con voi, a spiare sul campo chirurgico, ad avvisarvi quando vostro figlio sta per nascere, e ad invitarvi ad ascoltare il suo primo pianto. L'ostetrica lo prenderà dalle mani del chirurgo, la vedrete passare, ve lo mostrerà un attimo, e poi lo consegnerà al pediatra, che controllerà che tutto sia a posto, e una volta lavato e vestito, ve lo riporterà cosicchè possiate fare la sua conoscenza. E' un momento molto magico, anche nel parto più convulso: mamma e figlio si guardano, si annusano, si riconoscono. Il bambino ascolterà la voce della mamma, a cui è abituato da mesi, e smetterà di piangere.
Quindi farà la conoscenza anche del suo papà, che a quel punto farà capolino nell'isola neonatale, sbricerà nella sala, cercando di salutare la mamma...
Se invece abbiamo dovuto addormentarvi...., nessun problema: il magico incontro è solo posticipato, a quando vi sentirete, nella stanza di degenza.

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